La
fontana della Vita
"Di primo acchito
non è facile interpretare
la scultura in bronzo
di Martin Rainer. Per
coglierne il fascino occorre
osservarla girandole attorno
in modo che ogni figura
si imprima nella mente
e nel cuore. Ecco dapprima
la mano di Dio che con
un gesto di protezione
avvia il neonato sul sentiero
della vita. L’uomo
poi, nel suo ardore giovanile,
si erge e si ingegna a
trovare la propria strada;
e finalmente raggiunge
l’apice della propria
esistenza. Osservando
l’uomo al vertice
del cono si nota come
il cammino della vita
sia spesso difficoltoso
e l’equilibrio raggiunto
risulti molto precario.
Infatti l’uomo siede
su un traballante sgabello
a due piedi e, per non
cadere o scivolare verso
il basso, punta sul solido
suolo le proprie gracili
gambe. Il tutto è
simbolo della caducità
umana. Mentre il cammino
verso l’alto denota
una certa vivacità,
quello verso il basso
è soffuso da una
tranquilla serenità.
La mano aperta di Dio,
che accoglie l’uomo
al termine del proprio
itinerario, rivela un
senso di calma e induce
a pensare alla morte come
parte integrante della
vita. Il fatto che la
scultura sia circondata
dall’acqua - elemento
che significa movimento,
arrivare a partire, dare
ed avere - conferisce
all’opera nel suo
complesso un fascino del
tutto particolare."
[fonte >
www.brixen.org]